Il timido ubriaco (guida all’ascolto)

Da: Gadzilla

Macrotema: L’amore pensato

Che dire di questa poesia? Bisogna aver vissuto quello di cui parla, per apprezzarla?

L’errore, una scelta, uno sposo non voluto? Sudato che farebbe schifo a un piede, tapino, villano?

E poi la carezza di una rosa, inattesa, delicata, che arriva da uno sconosciuto che ci incontra e ci sfiora, e ci dice che c’è qualcuno ancora capace di cogliere la nostra bellezza. Ubriaco sì, ma solo d’amore. E di un amore sfortunato e impossibile.

Non è la prima volta che Max affronta l’argomento del “terzo” in una relazione. Come nel “Solito Sesso” (dillo al tuo compagno che ci ha visti stanotte) o in “La nostra vita nuova” (Ora parla al tuo compagno, e digli che l’amore spiega, le cose che la gente nega. Le cose che tutti sanno).

Non c’è speranza alla fine. Nessun irruzione dal fondo della chiesa. Nessuno che scappa dall’altare. Lei si sposerà, domani. Ma quella rosa le darà conforto, e forse coraggio, per decidere di cambiare.

Tutto questo, naturalmente, è del tutto personale.

©EC

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *