“La mia storia infinita con Torino”

Max Gazzè questa sera sul palco della Reggia di Venaria:
«E’ un castello, la mia somiglianza con Dracula mi aiuterà»
di PAOLO FERRARI per La Stampa

Max Gazzè è ospite oggi del cartellone “Sere d’Estate alla Reggia” di Venaria Reale. Il cantautore romano è preceduto sul palco alle 22 dalla giovane cantautrice torinese Levante, il biglietto costa 28 euro per il posto a sedere e 20 euro per quello in piedi.

 

Gazzè, che effetto fa suonare per la prima volta nel contesto regale di Venaria?  

“Mi fa molto piacere, avverto il prestigio del contesto ma non ne ho soggezione. Sono felice di suonare alla Reggia proprio con questo gruppo e con questo spettacolo, c’è una dinamica teatrale sul palco e un quartetto d’archi che conferisce un certo tono da camera ad alcuni passaggi dello show, che in altri momenti è più rock. Suoniamo più di due ore, siamo in nove in tutto e ogni sera provo un senso di completezza”.

 

Sarà una sfida tra i suoi baffi e quelli che sfoggiavano tanti Savoia?  

“E certo, lì col baffo mi mimetizzo tra loro senza problemi. Poi in fondo la Reggia è un castello, e anche in questo caso non ho problemi: la mia somiglianza più impressionante è da sempre con le raffigurazioni iconografiche del Conte Dracula, alcune d’epoca sembrano davvero mie fotografie”.

 

Ha una scenografia forte?  

“Molto preziosa, si basa sui video realizzati da Duccio Forzano, il regista di “Che tempo che fa” e del Festival di Sanremo. Ci ha fatti conoscere Fabio Fazio e siamo subito entrati in sintonia. Ha firmato lui anche il nuovo videoclip che è uscito da pochi giorni, quello della canzone “I tuoi maledettissimi impegni”.

 

In autunno compirà 15 anni “La favola di Adamo ed Eva”, il disco a cui deve molto: gli rende omaggio dal vivo?  

“Sempre, perché fu decisivo per la mia carriera e la gente continua ad amare le canzoni di allora. Penso a “Cara Valentina”, “Vento d’estate” e soprattutto a “La favola di Adamo ed Eva”, tuttora il pezzo che forse più mi rappresenta presso il grande pubblico”.

 

Prosegue così anche il suo flirt con Torino?  

“Una storia infinita, dai tempi in cui passavo un sacco di tempo a Casasonica con Boosta, Samuel e gli altri. E poi le seratine da Giancarlo, con il panino delle 4 del mattino. Ci sono città in cui mi sento particolarmente a mio agio, e Torino è in cima alla classifica. Vorrei sempre fermar mici qualche giorno, ma in tour il tempo è tiranno”.

 

Nel 2010 suonò alla “Woodstock 5 Stelle” di Beppe Grillo: lo rifarebbe?  

“Perché no, a me interessa soprattutto l’aspetto Woodstock della faccenda. Ci sono colleghi che parlano di politica anche ai concerti, e non è il mio caso. È ovvio che appartengo alla galassia di sinistra, direi che per la mia formazione europea mi considero un laburista. Non suonerei a una festa di Alleanza Nazionale, per dire, perché non sarebbe una scelta coerente; ma se ho nostalgia delle vecchie Feste de l’Unità non è perché mi manca un partito, bensì perché erano dei bei posti per fare musica. Coi 5 Stelle quindi suonerei di nuovo, se fosse un bel festival aperto a tutti”.

 

Reggia di Venaria Reale

Corte d’Onore

Tel: 011 / 499.23.33

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