Nulla, guida all’ascolto

Nulla è una canzone che ho scoperto col tempo. Forse inizialmente quella che ho ascoltato meno di Maximilian, per poi riassaporarla e conoscerla col tempo. E gustarla con immensa gioia nella versione sintonica di Alchemaya.

E adesso, ve la racconto.

Nulla è una mirabile costruzione poetica. I soggetti di ogni strofa sono da mettere tutti in relazione con la ripresa.

Nessun pensiero può competere con quello, costante, di averti vista. Così forte e totalizzante, che assedia la mente, penetra, invade e conquista. Una sensazione che tutti abbiamo provato, ma credo mai saputo esprimere con tanta forza. Perchè l’amore sconfina facile nell’ossessione, e diventa violenza. Diventa prigione e gabbia per la mente.

Eppure, è tanto forte il pensiero dell’altro – forte e costante – che nulla vale al suo confronto.

Non le visioni stelle cadenti, che avvolte nel velo della notte come perle, scivolano dentro ai sogni della gente.

Non l’albeggiare amaranto sul mare, non le aurore boreali sull’orizzonte.

Non gli abissi o le spaccature viste dalle altezze di sbuffi di nuvole  (L’Orrido. Il vuoto terrificante di Mostri)

 

Non le idee che persistono anche tra crepiti e schiocchi (forte l’onomatopea)

Non la potenza dirompente di grandine e vento (la forza degli elementi di Quel cerino)

Nulla vale al confronto.

Nulla

Tutto questo, come sempre, è del tutto personale

©EC

 

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